Comunicato stampa 06-02-2010

L'AZZARDO DEL CRESCENT:

E SE LE GARE ANDRANNO DESERTE,

CHI PAGA ?

E ora viene da chiedersi: che cosa ne sarà degli 11 milioni di euro sborsati dal Comune di Salerno, e quindi da tutti i cittadini, se la gara per il Crescent continuerà ad andare deserta?

All'alba di un piovoso sabato di febbraio la città scopre che quella che veniva presentata come l'opera più importante della sua storia urbanistica non ha offerenti.

La mancata presentazione di offerte è circostanza che potrebbe rappresentare una normale evenienza in una gara pubblica al rialzo, non lo è assolutamente per la storia che ha dietro il Crescent.

Il Comitato non può non ricordare che il Comune di Salerno avvalendosi della Finanziaria 2005 aveva acquistato a prezzo agevolato e col vincolo decennale di inalienabilità l'area di Santa Teresa, già appartenente al demanio marittimo. Per poter sbloccare il vincolo ed innalzare il noto palazzone da destinare a speculazione privata su una porzione dell'area pari a 4985 mq il Comune ha versato il prezzo di mercato di circa 11 milioni di euro.

L'interrogativo è semplice: perché il Comune ha preferito lasciare l'area all'edilizia privata invece di realizzarvi un'opera pubblica in equilibrio con la costa e il centro storico?

Se Santa Teresa fosse stata destinata a strutture pubbliche la sdemanializzazione dell'area non avrebbe comportato per la collettività l'esborso dei tanti milioni di euro già pagati, avrebbe quindi trovato applicazione l'articolo 1 comma 434 della Finanziaria 2005 (Legge 311/2004).

Oggi, alla luce della mancanza di offerte ci si domanda se un ente comunale può spendere cifre rilevanti per un'area di circa 5000 mq assumendo il rischio d'impresa di non riuscire a rivenderla.

Ci si chiede su quali fondi del bilancio comunale è gravata una spesa che, considerando i compensi milionari già percepiti da Bofill per la progettazione, è vicina ai 14 milioni di euro.

Un'operazione degna degli speculatori di Borsa, realizzata tuttavia con denari pubblici. Il Comitato continuerà a vigilare e nei prossimi giorni rilancerà nuove importanti iniziative, anche di natura legale.

Intanto, però, occorre chiedersi: chi paga?

Comitato No Crescent

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