15/03/2014

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In risposta al convegno “Italia Viva” tenutosi a Salerno l’8 marzo 2014

con il sindaco Vincenzo De Luca, l’archistar Ricardo Bofill,

il critico Vittorio Sgarbi e il sociologo Domenico De Masi

ALTRO CHE “ITALIA VIVA”, QUESTA E’ LA SOLITA ITALIA

LA SOLITA ITALIA della speculazione:

L’Italia risponde sempre alla logica degli interessi speculativi, per cancellare storie, paesaggi, identità.

Dietro molte “riqualificazioni” si nascondono interessi particolari, con interventi dannosi quanto inutili, senza benefici per la collettività.

I Comuni continuano a svendere pezzi di territorio per fare cassa con gli oneri di urbanizzazione. I dati sono allarmanti: oltre il 70% degli oneri incassati con il rilascio dei permessi di costruire è utilizzato per la spesa corrente, il territorio è lo “sportello Bancomat” degli enti locali. Dal 1990 al 2005 sono stati divorati dal cemento e dall’asfalto 3,5 milioni di ettari, cioè una regione grande più del Lazio e dell’Abruzzo messe assieme. Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari l’anno, altro che eccesso di vincolismo o di burocratizzazione …..

Solo per intenderci, in Germania dove, per ragioni storiche e naturali, vi sono meno vincoli e procedure più snelle, dal ’98 il consumo i suolo non può crescere più di 11.000 ettari l’anno.

Salerno non si discosta dalla tendenza nazionale, la nostra è oramai la città del cemento.

La linea di costa stravolta dalle nuove colate “spalmate” lungo il litorale, con i casi emblematici del porticciolo di Pastena, antico insediamento marinaro da deturpare con l’intervento dei privati, e del Crescent, «lo spaventoso ministero sovietico» come definito da Sgarbi in un articolo ad esso dedicato nel 2009, che occupa il demanio marittimo.

LA SOLITA ITALIA dell’illegalità:

L’Italia è una Repubblica fondata sulla prescrizione.

Quasi l’80% dei processi penali, tra essi la gran maggioranza riguarda l’abusivismo edilizio, istruiti presso il tribunale di Vallo della Lucania, il tribunale del Parco Nazionale del Cilento, tra i più estesi del paese, si concludono con prescrizione.

Si continua a sostenere, erroneamente, che il condominio privato Crescent sia solo questione paesaggistica.

Non è così.

Il Crescent non è solo un enorme casamento -poggiato su colonne prefabbricate- che dà ‘un colpo all’occhio’; il Crescent è il simbolo dell’illegalità.

La speculazione sottesa alla finta “riqualificazione” prevede addirittura l’occupazione di suolo demaniale (arenile compreso) e di superfici di mare.

Alle decine di indagati (tra essi, politici, dirigenti comunali, dirigenti della Soprintendenza, costruttori) sono contestati, a vario titolo, delitti contro la pubblica amministrazione (Abuso d’ufficio in concorso, art. 323 C.P.), delitti contro la pubblica fede (Falso ideologico in atto pubblico, art. 479 C.P.), delitti contro il patrimonio (Invasione di terreni e di edifici, art. 633 C.P.) e reati ambientali quali la Lottizzazione abusiva (art. 44, lett. c DPR 380/2001) e l’Opera eseguita in assenza di autorizzazione (D.LGS 42/2004).

LA SOLITA ITALIA dell’attacco alla partecipazione attiva:

In un contesto tanto deprimente che degrada l’ambiente e l’uomo, si svilisce la polis e pure i beni comuni. ‘O Sistema ingloba tutto e tutti, teme solo i corpi estranei: la cittadinanza attiva, l’informazione libera, l’opinione consapevole, la libera espressione delle idee.

È per questo che le associazioni, i comitati sono visti come un prurito fastidioso, un male da rimuovere. Mentre leggi dello Stato ampliano le possibilità di azione delle associazioni, opportunità già riconosciute dai tribunali, a Salerno si discute come sbaragliare l’associazionismo, quello che critica chiaramente.

Contro la giurisprudenza dei tribunali, contro le leggi dello Stato, contro la Costituzione.

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