comunicato stampa 10/03/2015

Le associazioni che si battono contro l'ecomostro Crescent hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica, onorevole Mattarella, per spiegare le ragioni di un impegno civico che è in linea con le parole espresse poche ore fa dal Capo dello Stato sulle tematiche ambientali che interessano il Paese. "Quel che il Presidente ha denunciato, a Salerno è già avvenuto" si legge nella nota che riprende il pensiero del Presidente sulla necessità della
tutela del paesaggio, sulla urgenza della adozione di politiche che favoriscano una corretta gestione del territorio anche ai fini della prevenzione dei disastri e dei dissesti ambientali.


Si trasmette integralmente la nota:                    

                                                                       Salerno, 9 marzo 2015

Ecc.mo
Presidente della Repubblica

On.le Sergio Mattarella Palazzo del Quirinale

00187 - Roma

 

LETTERA APERTA AL CAPO DELLO STATO

Presidente, quel che lei ha denunciato in queste ore, a Salerno è già avvenuto

Eccellentissimo Presidente della Repubblica,

i ripetuti dissesti a Genova e in Liguria, le esondazioni in Toscana e nel Veneto, eventi questi che seguono l’alluvione nella provincia di Messina, l’inondazione di Atrani e altri terribili accadimenti, ci costringono a scriverLa con urgenza perché l’Italia sta diventando il Paese del Cemento.

Il paese dove, dal 1991 al 2011, ogni anno il territorio urbanizzato è cresciuto di 8.500 ettari. Lo certifica l’Agenzia ambientale europea, come si legge in “Salviamo il Paesaggio”, saggio di Luca Martinelli recentemente ri-pubblicato.

Ad ogni occasione - nelle ore che hanno seguito gli eventi drammatici - si sono alzate da tutti gli apparati dello Stato voci allarmate invocanti la “messa in sicurezza del territorio”.

Passato il clamore, quelle voci si sono affievolite, e, spentisi i riflettori, tanti enti istituzionali hanno ripreso a rilasciare licenze in aree a rischio idrogeologico, hanno continuato a volgere lo sguardo dall’altra parte, hanno omesso di avviare anche semplici attività di manutenzione ordinaria.

È per questo, Signor Presidente, che abbiamo apprezzato il richiamo all’attenzione dei temi ambientali che Lei ha voluto fare già all’atto della Sua investitura.

Ancor di più condividiamo le parole che Lei ha pronunciato in queste ore, in occasione delle celebrazioni della Festa della Donna, contro la politica dell’emergenza che predomina nelle questioni ambientali sottolineando come "la mano dell'uomo è spesso alla base di dissesti, alluvioni, frane, che sono pericolosi per la vita dei cittadini e comportano un dispendio di energie e risorse pubbliche".

Lei ha quindi voluto richiamare lo Stato alla salvaguardia dell'ambiente poiché “la nostra terra”, riportiamo testuale le trascrizioni delle agenzie di stampa “è minacciata da comportamenti che infliggono ferite, lacerazioni, mutilazioni prodotte anzitutto da speculazione e avidità".

Signor Presidente, speculazione e avidità hanno inferto una ferita profonda nel cuore della città di Salerno.

L’Amministrazione cittadina guidata dall’ex sindaco Vincenzo De Luca, ha avviato la costruzione di un mastodontico fabbricato denominato <Crescent>, progetto a firma dell’architetto catalano Bofill.

Una costruzione che contornerà piazza della Libertà, un solaio di copertura di un parcheggio che poggia su un colonnato dorico. Un complesso che vedrà utilizzare centocinquantamila mila tonnellate di calcestruzzo da innalzarsi nei pressi della storica spiaggia di Santa Teresa, area pregiata e vincolata che chiude il noto lungomare, a immediato ridosso del centro antico e dello storico Teatro “Giuseppe Verdi”.

Il progetto, in particolare, è destinato alla edificazione di centinaia di alloggi per privilegiati privati a pochi metri dal mare, in una zona che in parte è ancora del demanio marittimo.

Ci consentirà di soffermarci per un attimo sull’ampiezza dell’emiciclo per meglio comprendere l’alterazione profonda che esso determinerà nel paesaggio urbano: la costruzione è progettata su un'area di sedime di oltre 8.000 metri quadrati, per un’altezza di 30 metri circa, lunga quasi 280 metri, con le estremità che distano 155 metri per una superficie complessiva di circa 50.000 mq, con circa 20.000 mq ancora del demanio marittimo, dei quali oltre 6.500 mq di arenile e 5.500 mq di specchio acqueo incredibilmente utilizzati come superficie fondiaria.

Tutta l’area è stata cementificata in spregio di tutti i vincoli paesaggistici, urbanistici, ambientali e di difesa del suolo e della costa, su di essa gravanti.

Una “muraglia” di cemento che ha già stravolto un pezzo di città: tratti emblematici del lungomare cittadino e del centro storico hanno visto chiudersi la visuale verso il mare e verso la Costiera Amalfitana dall’enorme complesso residenziale.

In sintesi, una pesante colata di cemento che ha alterato per sempre un paesaggio urbano dal valore acquisito, riconosciuto.

È da dire che le critiche del movimento No Crescent sono state ampiamente condivise da migliaia di cittadini che hanno aderito alla nostra campagna. Significative sono state anche le prese di posizione contrarie al progetto espresse da personalità di respiro nazionale e internazionale come Gillo Dorfles, Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Oriol Bohigas, Gian Antonio Stella e tanti altri.

E pensare, Signor Presidente, che in relazione a tale mastodontica opera, sotto il profilo paesaggistico, la Soprintendenza ha lasciato formare un atipico silenzio-assenso (!).

“Un vero e proprio capolavoro di inefficienza amministrativa” dichiareranno i consulenti della Procura della Repubblica di Salerno nell’elaborato peritale ad essi affidato dagli inquirenti.

Ne sono seguiti una serie di provvedimenti giurisdizionali di notevole rilievo, sequestro preventivo dell’intero comparto emesso dal Gip del Tribunale di Salerno nel novembre 2013, pronunce di incompatibilità paesaggistica del Consiglio di Stato del dicembre 2013, e da ultimo l’istruzione di un processo penale per lottizzazione abusiva, abuso di ufficio e falso ideologico nei confronti di 22 soggetti, tra essi costruttori, l’ex sindaco Vincenzo De Luca – oggi candidato alla Presidenza della Regione Campania-, l’intera Giunta municipale, dirigenti comunali, funzionari della Soprintendenza, compreso l’ex Soprintendente protagonista del citato silenzio – assenso. In tale processo, il Tribunale di Salerno ha ammesso, quali parti civili, lo scrivente comitato e l'associazione Italia Nostra.

In un contesto tanto sconfortante, abbiamo dovuto registrare anche i gravi rischi idrogeologici connessi all’intervento urbanistico: il pesante complesso sorge a pochi metri dal mare, con un torrente, il Fusandola, che è stato incredibilmente deviato per far posto alla mega – costruzione, corso d'acqua che nel 1954 fu causa di una esondazione che provocò perdite di vite umane e ingenti danni (120 morti solo nella città di Salerno).

Signor Presidente ripetiamo: sono arrivati al punto di deviare il torrente, sul quale insistono tre vincoli completamente disattesi, pur di favorire la costruzione.

Un incredibile aggravamento dei rischi creando una “curva a gomito” per favorire un progetto speculativo di natura privata.

Quel che ha denunciato in queste ore è appena avvenuto a Salerno: la mano dell'uomo è spesso alla base di dissesti pericolosi per la vita dei cittadini.”

L'Amministrazione comunale guidata dall’ex Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (oggi decaduto), ha fortemente voluto la descritta cementificazione!

In ordine al dissesto idrogeologico le nostre ripetute denunce (alleghiamo un ultimo esposto nonché l'articolato dossier “SOS Fusandola”), ad ogni livello proposte, non hanno avuto alcun riscontro, quasi a voler confermare che la sicurezza del territorio sia spesse volte ritenuto dalle istituzioni tema secondario, di nessuna importanza.

Sembra che il dissesto del territorio sia destinato ad essere argomento di discussione soltanto in occasione di eventi disastrosi; è per tale ragione che oggi apprezziamo il Suo monito (preventivo) in favore della sicurezza del territorio.

Tanto rappresentato, riteniamo che l’articolo 9 della nostra Costituzione repubblicana meriti un’applicazione finalmente concreta, e consideriamo pure che il nostro Paese meriti una decisa inversione di rotta nelle politiche di gestione del territorio.

Fortunatamente oggi l’area è sottoposta a sequestro penale, tuttavia sulla stessa incombe il rischio di una prosecuzione dei lavori; inoltre incomprensibilmente il processo penale pendente non riguarda i reati ambientali connessi alla deviazione del torrente. V'è il rischio, quindi, che ancora una volta la mano devastante dell’uomo rimanga impunita.

E’ per questo, Ecc.mo Presidente, che ci affidiamo alla Sua autorevolezza e alla sensibilità che Lei ha già mostrato verso la tutela del paesaggio e della difesa del territorio, affinché Voglia intervenire per affermare il rispetto di principi di legalità e il superiore interesse alla pubblica incolumità rispetto alla richiamata opera, in parte già realizzata.

Un Suo auspicabile intervento agevolerebbe una diffusione di una nuova coscienza ambientale e magari la realizzazione di un progetto alternativo privo di impatto ambientale e di rischi per un’area così delicata.

In attesa di un cortese cenno, porgiamo i più deferenti saluti.

Comitato No Crescent

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