Lettera al Cormez, redazione di Salerno

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di Paolo Ferraiolo, architetto

Egregia redazione del corriere del mezzogiorno.it

In merito all’articolo a firma del giornalista Ugo di Pace ambientalisti in errore, anfiteatro di Bofill non nasconde la costiera pubblicato nel vostro sito web con data 17-06-2009 vorrei precisare quanto segue:

Il compito di un giornale è quello di fare informazione, illustrare con dettagli i fatti, commentarli pure, sempre con la cura di far capire a chi sono attribuibili i pensieri ed i commenti.

Invece, questo articolo pubblicato, più che informazione è disinformazione. Nel titolo compare il nome di Irace, un architetto salernitano conosciuto, che esprime una frase virgolettata (neanche tanto felice) e l’articolo, pieno di giudizi, viene svolto poi da un giornalista di cui non sono note le qualità di critico di architettura.

Il lettore, forse distratto, tende ad attribuire le considerazioni fatte dal giornalista al critico Irace.

La frase riferita a Fulvio Irace non è tanto felice in quanto l’auditorium di Ravello ancora non è stato completato, il grattacielo di Renzo Piano a Torino è ancora di là da venire e la Scala di Milano è un progetto di ristrutturazione edilizia. Quindi il critico Irace ha usato proprio degli infelici esempi di paragone. Poi, avendo premesso che non conosce bene il progetto di Salerno ma solo la fama dell’arch Bofill, è meglio che si informi prima di dare qualunque valutazione da critico di architettura.

Tutto il resto dell’ articolo è attribuibile poi al giornalista Ugo di Pace che invece di informare il lettore si addentra in notizie non vere e spericolati giudizi.

Le false notizie sono che non si tratta di un “anfiteatro” ma di un condominio. Il progetto di Bofill non ha nulla a che vedere con le varie ipotesi studiate da Bohigas per quella zona . La zona è sempre stata occupata da depositi di legname e piccoli cantieri nautici che sono stati a poco a poco smantellati lasciando spazio a parcheggi pubblici. Il Jolly Hotel fu costruito all’inizio degli anni cinquanta senza interrompere nulla poiché alle sue spalle aveva già lo spazio occupato dai suddetti depositi e cantieri. Strano a dirsi, ci fu più sensibilità allora nel rilasciare la licenza sull’altezza della costruzione che oggi , dopo quasi 60 anni. Infatti anche se in posizione più avanzata, dalla passeggiata del Lungomare Trieste il corpo dell’albergo lo si percepisce della stessa altezza delle retrostanti e più alte scuole elementari Barra riducendo notevolmente l’impatto visivo. Qualcosa di “fantascientifico” per i brutti tempi attuali. Poi una serie di giudizi “senza supporto scientifico”, frase messa a preambolo dell’articolo ed indirizzata agli oppositori del progetto.

Seguono altre frasi non corrispondenti alla realtà. Dall’area in questione (che non sarà bella di per se essendo “un vuoto”) si abbraccia un panorama a 360 gradi: Dal lungomare di Salerno a Vietri , Raito , san Liberatore, la zona conventuale ed il castello di Arechi. La frase “..le rocce di Vietri coprono irrimediabilmente qualsiasi vista della divina costiera..” è il punto culmine dell’articolo (come se Vietri fosse in Cilento…)

Altro falso è l’altezza riportata del manufatto. Un giornalista che scrive di questo argomento dovrebbe sapere che esiste un comitato creato da liberi cittadini che si oppongono per tantissime ragione alla costruzione di questo mega condominio. Il giornalista dovrebbe sapere pure che questo comitato ha costituito un sito web (www.nocrescent.it) e che, disegni ufficiali alla mano , ha scritto che l’altezza del Crescent è di m33,25 sul livello del mare e di m28,10 dalla “piazza” essendo questa piazza sollevata a quota 5,15m sempre sul livello del mare. Una volta costruito il mega-condominio i fruitori di tale” piazza” vedranno su tre punti cardinali solo il cemento della costruzione mentre proprio la costruzione, con la sua mastodontica mole, sarà vista da qualunque punto della città occidentale.

Nel finale è addirittura contenuta anche una piccola e velata critica. Per l’articolista sarebbe bastato sfruttare qualche spazio dei “venti locali”al piano terra della costruzione per dare anche una connotazione culturale all’intero progetto .

Per favore, non continuate a trattare così i vostri lettori.

Salerno, 20-06-2009

arch. Paolo Ferraiolo