Dove stenderanno i panni i condomini del Crescent?

(leggi testo originale dal blog de L'Unità)

amado señor 17/07/2009 11:14

Innanzitutto la querelle sulle effettive dimensioni la dice lunga sulla trasparenza del progetto e della sua corretta trasmissione alla cittadinanza.

Qualsiasi intervento di waterfront, anche nelle tavole di concorso prodotte da dilettanti o emergenti dell'architettura, viene corredato da una ricca serie di fotorendering. Questo costituisce innanzitutto una forma di studio preliminare e di verifica dell'impatto ambientale del manufatto architettonico da parte del progettista , oltre che un moderno ed efficace strumento di presentazione e divulgazione del lavoro, per una sua più immediata comprensione, anche da parte dei meno esperti. Nel caso del Crescent il fotoinserimento tridimensionale, o per lo meno il prospetto con inserimento sulla cortina di fabbricati prospicienti il mare al fine di compararne le altezze, non è stato mai reso pubblico, ma di sicuro esiste perchè è fuori di dubbio che sia stato realizzato dallo studio Bofill per i motivi su esposti e per la presentazione della documentazione alla Soprintendenza. E' stato sì mostrato con grande clamore il plastico che però ha essenzialmente la funzione di definire e mettere in evidenza la volumetria e l'architettura dell'edificio singolo, ma non il suo reale rapporto con il contesto. Sarebbe opportuno prendere visione di viste ad altezza d'uomo all'interno della piazza e da punti strategici (e capisaldi dell'iconografia della città) quali lungomare, vista dal mare guardando verso il colle Buonadies e dal Castello di Arechi. Dove sono i rendering ufficiali del Crescent realizzati dallo studio Bofill e presentati per la richiesta di parere alla Soprintendenza? Dov'è lo studio dell'impatto ambientale del Crescent sul fronte del mare di Salerno?


Sul gap progetto-nome e non solo:
Si pubblicizza la realizzazione di un vuoto, di una grande piazza: Piazza della Libertà, in realtà si edificherà un volume mastodontico, un pieno di cemento di nome Crescent. Si induce in errore l'opinione pubblica presentando come uno spazio aperto e pubblico quello che sarà una costruzione, un edificio privato di quasi 30 mt di altezza.

Sull'identità:
Salerno non è Napoli, nè Roma, nè Lisbona e quindi non ha bisogno di una seconda Piazza del Plebiscito, di una seconda Piazza del Popolo ecc. Se anche Salerno non avesse un'identità non l'otterrà mai copiando altre città, altri modelli. Chi dice che Salerno manchi di identità, lui solo non sa vederla. C'è un errore culturale di fondo, il Crescent potrà essere l'edificio più bello del mondo (ovviamente non con le forme attuali) progettato dall'architetto più acclamato del momento ( ovviamente non quello attuale) ma resterebbe alla base l'errore di fondo: il tentativo di emulazione di realtà diverse dalla nostra. E' evidente che la cultura di progetto; la sensibilità verso l'ambiente ed il paesaggio; la conoscenza delle reali potenzialità del nostro centro urbano, non solo non sono valorizzate ma lasciate deperire ed agonizzare; non sono di casa a Salerno nè troveranno dimora nel Crescent.

Sul bello:
Ci si appella alla eccessiva volumetria, all'altezza smisurata, alla barriera tra costa e città, alla tipologia obsoleta ecc.. Sul fattore estetico non si discute, si sa che è soggettivo ed opinabile. Il bello oggettivo non esiste... ma il brutto oggettivo si! ed allora abbiamo il coraggio di dirlo chiaramente: il Crescent è oggettivamente brutto.

In fine (per sdrammatizzare ma non troppo):
Dove stenderanno i panni i condomini del Crescent, dai balconi prospicienti la Piazza più grande d'Europa? Oppure tutti gli appartamenti saranno dotati di asciugatrice? ma si sa dalle nostre parti non si usa.
Quando il Festivalbar sarà scippato a Piazza Plebiscito e sarà ospitato a Piazza della Libertà come faranno a riposare i poveri condomini milionari residenti nella mezzaluna con tutti quei decibel?

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