Pippo-gol

di Gerardo Malangone

Bisogna ammettere che ci sono cronache di giornale che danno come -o forse più- di Pippo Inzaghi l’ebbrezza incontenibile della zampata assassina in area di rigore, quella che non t’aspetti, quella che nasce dal “fiuto” naturale (ma scientificamente allenato) “della porta”, quella che può servire a donare la vittoria alla squadra di Casa nel momento topico della partita:

esse, cioè, son sempre pronte alla zuccata (massmediatica) dell'anno! Esempio? Il sindaco De Luca visita il critico Gillo Dorfles per parlargli del Crescent? Bene, loro sono lì nell’area piccola a raccoglierne l’assist per un fulmineo tap-in. Tap-in. Gol. (Indiscrezioni pre-partita: siccome Vittorio Sgarbi è schierato all’attacco nell’altra squadra, noi opzioniamo il Veterano dei "punteros" d'arte d'Italia: peccato che Roberto Longhi, Lionello Venturi, Maurizio Calvesi, Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan abbiano da tempo appeso le scarpette al chiodo, se no con quel quintetto di Campioni finiva a goleada per quest’abatino qui...).
Comunque. A Paestum, sorseggiando un caffè freddo e incurante delle lusinghe di una vera "tavola delle meraviglie" esibita per l’occasione dallo Chef di casa (di cui si dice Nome e Cognome e pure la Casa: ecco un particolare da far invidia ai grandi reportages d'un tempo in Corea o in Vietnam che ignoravano ancora cosa fosse la pubblicità "di striscio" di queste coraggiose inchieste d’oggi che usano le pagine di giornale per cure personali di bellezza) il nostro Sindaco sarebbe riuscito a convincere Gillo Dorfles sul come e sul percome artistico del Crescent di Bofill. A noi che ci formammo su certi epocali testi del prof un brivido ha gelato il cuore: càspita, Vincenzo spiega l'Arte a Gillo! Come è cambiato il tempo, compà, è estate piena, ma alcuni giorni ci vorrebbe il cappotto… Certo il mitico Gillo, sulle prime, è rimasto perplesso. E si capisce. Ma poi, sotto l'incalzare “affabulatorio” del Sindaco più estetologo d'Italia, ha capito che il Crescent di Salerno non sarà come quello di Parigi che è apparso a tutti un poco troppo kitsch, ma un altro, più nostrano, e dunque assai meno kitsch. Cioè, ragazzi, qui c'è un kitsch "talmente kitsch" che non va bene e un kitsch meno talmente che va benissimo. E il nostro è il secondo.
Che dire, ragà? Mah. Forse, questo. Uno: che quando pensiamo a come si può fare per scansare certi tipi picari ci viene voglia di un Sindaco come Jacques Chirac; il quale -per chi non lo sapesse- a Bofill gli tolse l'incarico e gli demolì, in corso d'opera!, un progettino simil-kitsch per il centro di Parigi (recidive, sono, certe archistar...). Due: che le ultime cronache salernitane pro-Crescent sono diventate più spassose del Salone Margherita dei tempi belli, o degli spalti ruspanti dei campetti rionali dove si scontrano “Gli Scapoli” e “I Semprebeneaccasati” per disputarsi la vittoria nella sfida alla Torta del Nonno. E allora, dài, Pippo-gol, facci sognare, facci un altro gol!
Dedicato a quelli che accusano i No Crescent di essere poco sportivi.

 

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