Dicono del Crescent

Il "bello" del Crescent

di Raffaele D'Andria*, architetto

gillo_dorfles Gillo Dorfles

Nonostante l’indisponibilità dei giornali locali ad un impegno di dibattito sul Crescent, chi scrive ha constatato che il dibattito è comunque presente tra la gente. Varie sono, ovviamente, le posizioni e le valutazioni, le quali, però, sono tutte più o meno accomunate dall’applicazione di alcune categorie di ‘giudizio sintetico’, per così dire.

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Una seria politica territoriale ...

...per un reale sviluppo turistico economico

di Marco Salzano Lanzetta, studente laureando Informatica
Queste opere : il Crescent, il nuovo Porto S. Teresa, il nuovo Porto di Pastena, la ristrutturazione e il raddoppio dei posti barca del Porto Masuccio, la nuova piazza della Concordia, il nuovo Porto Marina d’Arechi e i servizi annessi, rientrano in un progetto di crescita urbanistica finalizzata ad una prospettiva turistica?

LETTERA AL DIRETTORE DEL CORMEZ

di Gerardo Malangone*

Egregio Direttore, ( dott.De Marco, n.d.r.)

a Salerno molti pensano che criticare o, peggio, osteggiare il progetto del Crescent dell’arch. Bofill nell’area portuale di S. Teresa sia gesto delicato, da non ostentare. Essi pensano che, come per le esuberanze amorose di certe fanciulle di una volta, sia meglio parlarne in privato, nel seno intimo della famiglia amorevole; in pubblico no, meglio evitare, perché parlarne potrebbe danneggiare il nome o l’interesse. Così stando le cose, solo nei giorni dello “spiego” del plastico fatto dal Sindaco in un’ex sala di cinema sul Corso c’è stato un qualche dibattito mediatico,

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Alla cortese attenzione di Gabriele Bojano (redattore del Cormez, n.d.r.)

di Sergio Vecchio*, artista

La salvaguardia del patrimonio artistico si traduceva, inizialmente, attraverso una lettura urbanistica attenta alla tutela del singolo elemento, decontestualizzato dall’ambiente circostante che era tuttavia disponibile, eccezionalmente, ad accogliere nuovi segni del futuro nel rispetto del preesistente. Un esempio felice? Il Museo Provinciale di Salerno nell’Abbazia di S. Benedetto del 1964, opera di Ezio De Felice, ancora oggi punto di riferimento di antico e moderno, passato e futuro.

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