Le recenti prese di posizione sul Crescent espresse sulla testata La Città dai Presidenti di due importanti Ordini professionali, quello degli architetti e quello degli ingegneri, è la chiara dimostrazione di come la società civile stia aprendo gli occhi.
Non si può tollerare l'edificazione di un anacronistico Eco-Mostro che convince soltanto il primo cittadino e pochi assessori i quali in verità sembrano più recitare un ruolo che esprimere con convinzione opinioni positive sulle scelte urbanistiche adottate nell'area più importante del centro cittadino.
L'architetto Caprio e l'ingegnere Zambrano, presidenti dei rispettivi Ordini, a ragione hanno sottolineato, seppure con diverse sfumature, l'impatto dell'opera sulla città nonché l'intento dell'operazione di dare luogo a una pesante edilizia privata che non può portare beneficio alla città e al turismo.
Lo stesso Comitato in tante occasioni, e da molti mesi, ha evidenziato che non esiste al mondo un turismo che si muove per visitare palazzoni adibiti a condomini privati contornati da boutique e da qualche bar dove bere un caffè.
La colata di cemento a ridosso della spiaggia e del centro storico affascina poco, i più ne colgono l'aspetto speculativo più che il dichiarato fine riqualificante.
Soltanto un'archistar, un nome disgregato dalla realtà cittadina, poteva prestarsi al gioco......
Comitato No Crescent
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