Articoli

Dal Pua al Crescent: Come nasce una cementificazione

Spenta la megalomane macchina propagandistica messa in piedi dal Sindaco per presentare il “suo” plastico, cerchiamo di capire davvero come stanno le cose in questa torbida vicenda dominata dal cemento che causerà un sicuro sfregio ambientale. Inevitabile partire facendo un passo indietro di tre anni.

ANNO 2006: inizia la madre di tutte le cementificazioni

Nel 2006, a fine anno, tra un “botto” e una coppa di champagne viene approvato il Puc (Piano Urbanistico Comunale), ex Piano Regolatore Generale: il progetto originale di Oriol Bohigas (incaricato di redigere il Prg), datato 1994, prevedeva per la zona di Santa Teresa anche verde e spiaggia. L’ultima versione del 2000, quella che il Comune ha inserito sul proprio sito come progetto preliminare, già è impattante ma meno rispetto al progetto di Bofill. La versione del 2000 prevedeva 2 stecche di edifici a 4 piani, ortogonali tra loro in modo da formare una piazza di 16.000 metri cubi. Bohigas aveva inoltre previsto una zona verde dove ora si trovano i platani secolari.

Per Bofill e per l'amministrazione i 5 platani secolari possono anche crepare.

Con l’approvazione del Puc si stabilisce comunque che l’area in questione sarà destinata “prevalentemente a produttività e servizi”.

Santa Teresa viene identificata come Comparto Edificatorio CPS1, a sua volta diviso in 2 sub comparti. Il progetto di Bofill riguarda il Subcomparto 1.

Se il Puc da’ gli orientamenti generali, lo strumento amministrativo che stabilisce più precisamente cosa fare in questa zona è il Pua (piano urbanistico attuativo).

E vediamo cosa dice il Pua in ordine al Subcomparto 1: in primo luogo è prevista una Piazza Monumentale e un grande parcheggio pubblico interrato sotto la piazza. Inoltre 450 nuovi abitanti ed una superficie lorda di solaio, cioè superficie edificabile, pari a 25.723 mq (14 mila per le residenze, 8.500 per uffici, 2.500 per il commercio).

Questa superficie servirà a realizzare i quattro edifici previsti dal Pua sub1: Il Crescent + le torri T1e T2, solo per residenze private e negozi ai piani terra; la Torre T4 e la Torre T2 entrambe per “scopi direzionali”, e l’Edificio N (quello tra la stazione marittima e il Crescent) per “uffici”. La differenza tra “scopi direzionali” e “uffici” è tutta da ancora spiegare..... Insomma, si dettano le linee guida per una futura (massiccia)cementificazione. Il Consiglio Comunale approva: evviva, PIU’CEMENTO PER TUTTI.

ANNO 2007: Il benservito a Bohigàs, nasce il Fronte del mare

A gennaio il Comune di Salerno decide di cambiare cavallo: il tanto celebrato Bohigas, l’inventore della nuova Barcellona, oramai non va più bene.

L’amministrazione comunale affida un nuovo incarico di progettazione chiamato “Fronte del mare” che riguarda l’area di Santa Teresa e quella di Piazza della Concordia. Non bastava cementificarne una sola, meglio due.

Dal bando si esclude la richiesta di un progetto preliminare poiché c’è già quello di Bohigas per Santa Teresa ed uno redatto dai tecnici comunali per Piazza della Concordia. Il bando è basato su curricula e offerte economiche dei progettisti. Nessuna idea nuova per quell’area, le linee guida devono essere quelle del Pua. E cemento sia, amen.

Il sindaco costituisce una commissione formata dagli ingegneri comunali Criscuolo, Barletta e Di Lorenzo. Mentre i nostri analizzano i curricula e le offerte, la giunta comunale delibera nuovi “indirizzi per la redazione del Pua di Santa Teresa CPs 1”, individuando precisi elementi formali del progetto architettonico che dovrà avere “una grande piazza monumentale ad emiciclo non inferiore ai 30.000 mq “ (più grande di quella del Plebiscito a Napoli, non smetterà mai di ricordare il Sindaco), “avendo a sfondo un edificio retto da un portico non inferiore a 8 metri”.

Il Crescent sta nascendo (e un anno se ne va....). E chi meglio di Bofill? Lui di Crescent se ne intende....ne ha già fatti in altre parti del mondo, ma mai su una spiaggia? Mai!!! Infatti al progettista catalano e al gruppo italiano Lotti associati viene affidato l’incarico il primo giugno del 2007. Insomma a fine anno il Consiglio Comunale “delle belle addomentate” si sveglia di colpo e approva il progetto, senza aver visto nessun plastico e, cosa ancor più grave, senza i rendering.

I Rendering non sono una squadre di basket. Sono i foto inserimenti, obbligatori per legge, da più angolature e punti di vista dell’impatto che il mastodontico progetto avrà sull’area circostante, ovvero sulla zona di santa Teresa e sul retrostante centro antico.

Dicono NO soltanto tre consiglieri comunali. Per tutti gli altri W il Re, pardon, il sindaco “architetto”.

ANNO 2008: l’anno della nebbia

Una volta incassata l’approvazione del Consiglio Comunale il progetto Fronte del Mare si inabissa in una fitta nebbia. Il motivo è presto spiegato: bisogna chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza per realizzare questo mastodontico progetto che qualche problemuccio di impatto ambientale potrebbe certo avere. La zona è paesaggisticamente vincolata!

Il 18-02-2008 il Comune di Salerno inizia a muoversi: chiede l’autorizzazione ai fini della tutela paesaggistica per la realizzazione del Pua Sub 1, (Piano Urbanistico attuativo) alla Soprintendenza di Salerno. In precedenza la commissione edilizia del comune aveva dato parere favorevole (“la proposta in esame è assolutamente da condividere…”), non c’erano dubbi.......

Il 15-04-2008 la Soprintendenza, circa due mesi dopo, e a tre giorni dalla scadenza dei termini, chiede al Comune un’integrazione degli atti del Pua. In particolar modo la Soprintendenza evidenzia la mancanza di foto inserimenti. I famosi rendering. A scrivere è l’arch. Giovanni Villani, responsabile del procedimento.

Il 28-04-2008, due settimane dopo dal Comune arriva un solo foto inserimento, si tratta di una visione dall’alto, per piloti d’aereo, del complesso inserito nel contesto di Santa Teresa.

Basterà? Per il momento sembra di sì.

Il 23-06-2008 (ma protocollata al comune il 17-07-08), la Soprintendenza fa richiesta di sospensione dell’iter del procedimento per inviare poi il progetto al Comitato Tecnico Scientifico dei Beni Culturali vista la grande rilevanza che l’intervento presenta sotto il profilo dell’impatto ambientale e paesaggistico. A scrivere sono l’architetto Giovanni Villani ed il Soprintendente Anna Maria Affanni. Ma intanto i giorni passano.

Da notare che il parere del Comitato Tecnico Scientifico è solo consultivo.

Il 14-07-2008, passato circa un mese, il Pua viene trasmesso al Comitato Tecnico Scientifico.

Il 09-09-2008, l’amministrazione comunale prende atto che, alla scadenza dei termini, la Soprintendenza non ha annullato l’autorizzazione comunale per la realizzazione del Pua Cps Sub 1 e pertanto procede spedita per la sua strada.

10-12-2008: il Comune di Salerno, trasmette per nuova autorizzazione alla Soprintendenza il progetto definitivo architettonico di “Piazza Santa Teresa”, quello realizzato da Bofill.

(Da notare il parere della commissione ambiente del comune che nel frattempo si è ricordata della presenza di 5 platani centenari nell’area dove nascerà il futuro Crescent ed afferma “di valutare la possibilità di reimpiantare i platani esistenti”, cosa di fatto impossibile)

La parola “Piazza della Libertà”, tanto per intenderci, non viene mai menzionata nel progetto stesso di Boffil come nel Pua. Tra i dati trasmessi anche l’elenco elaborati. (Questo particolare vi tornerà utile più in avanti).

ANNO 2009: squilli di trombe, ecco il Crescent. La soprintendenza resta in silenzio

Il 03-02-2009 arriva una notizia inattesa dal comune. Si apre male il nuovo anno per il progetto di Bofill. Mentre la macchina organizzativa della pubblica amministrazione mette in piedi la presentazione del plastico della “piazza” in stile Formula Uno (una cafonata senza precedenti) la Soprintendenza chiede un’ulteriore integrazione degli elaborati e torna a battere il chiodo sulla solita questione dei foto inserimenti. E nella richiesta esprime chiaramente cosa serve:

“Simulazioni fotografiche dell’intervento “a livello mare” possibilmente da più punti di vista. Tali simulazioni, fra l’altro già richieste per le vie brevi a codesta amministrazione, non risultano a tutt’oggi pervenute".

Concludendo:

"Si invita comunque l’Amm.ne Comunale a voler rivedere tutti i fotoinserimenti; questi dovranno comprendere anche le vedute complessive dell’ambito cittadino interessato all’intervento”, tanto scrive il buon Villani, responsabile del procedimento.

Il 16-02-2009: due settimane dopo arrivano dal comune 7 elaborazioni grafiche, che tutto sono tranne che foto inserimenti. Si tratta di 7 foto del tanto osannato plastico del Crescent, decontestualizzate rispetto all’area di Santa Teresa e dei palazzi che su essa già esistono. Non certo quello che la Soprintendenza aveva richiesto.

Ma  il 02-03-2009 il Comune puo’ cantare vittoria, almeno per ora. La buona notizia arriva dalla Soprintendenza. L’ente di salvaguardia (!?!)scrive che premesse le sue perplessità sul progetto, perplessità che avevano spinto a chiedere un parere al Comitato Tecnico Scientifico (del quale parere si è persa traccia), non ci sono gli estremi per l’annullamento del provvedimento. La nota è a firma del solito Villani e del nuovo Soprintendente Giuseppe Zampino

Insomma un progetto mastodontico di questa portata passa grazie al silenzio assenso dell’ente preposto al controllo. Lo stesso ente che non ha mai potuto esaminare i foto inserimenti (rendering) che la legge ritiene obbligatori poiché mai prodotti dall’amministrazione comunale.

Meditate gente, meditate!