Indagini sui NoCrescent

porta nova di Gerardo Malangone

Giggino, che porta il furgoncino, ha appena avvertito gli amici della Porta che oggi Aitàno quasi certamente non si farà vedere. Da qualche giorno è uccel di bosco e il suo terminale è spento. «Secondo me -ha spiegato Giggino- quel cretino è scappato da qualche parte, spaventato dalle notizie uscite sui giornali che la Digos avrebbe avviato indagini per scoprire gli autori di quell'inquietante striscione apparso nella piazza del Tar di Salerno, la mattina della prima udienza della causa del Comitato Nocrescent contro il Crescent.

Lo striscione trovato a Largo S.Tommaso d'Aquino diceva minaccioso: No al dissesto idro-geologico! No al Crescent! Chi sarà stato mai a ideare questo feroce attacco istituzionale, a compiere un atto tanto efferato, oscuro, privo d'ogni straccio d'indizio, firma, rivendicazione? Giustamente, quelli hanno chiamato la Digos. A questo punto su Facebook si sono autodenunciati in 350, con mischiato dentro pure un senatore, Marco Perduca, radicale del PD. Aitàno, adesso mi è chiaro, è certo uno di loro. Ora, io vorrei proprio dirgli: ma ti pare serio, benedetto ragazzo, con tutto quello che abbiamo da fare, e da dire!, qui sotto ‘sta Porta?».

A questo punto s'è avvicinato un tale con fare circospetto, da sbirro, e ha chiesto, senza chiedere, notizie di Aitàno: chi è, dove sta, che fa... Così, alla fine ha saputo che quello fino a dieci anni fa era mozzo su un sottomarino qui fuori. Era un ragazzo semplice, faceva un lavoro duro, senza orario, con molto sudore e poco salario; ma, in caso di equivoci sindacali con l'armatore c'era sempre chi correva a vedere e a insegnare la creanza a quello: il lavoro era una cosa seria con cui non si pazziàva facilmente, un tempo. Quando il sottomarino è finito in darsena, Aitàno è stato licenziato e sbarcato, ma è rimasto un ragazzo semplice. Adesso fa un nuovo lavoro duro, senza orario, con molto sudore e poco salario. Fa il boy-dance in uno dei tanti localini qua dietro: è tutto palestrato, fa la lampada ogni due giorni, non c'ha più un pelo addosso e si struscia per ore, tutt'oliato, con due cubiste bulgare. Il padrone è un poco di buono, e nessuno corre. Però sono contento, dice lui:  penso a quello che mi poteva succedere se il padrone della darsena, con la scusa di salvarmi il posto, avesse ottenuto una variante urbanistica per convertirla in un "Anguilla-Park"...

Informazioni aggiuntive