Calcolo della pensione: come farlo dopo la riforma Fornero

nullQuello della pensione è un tema molto dibattuto in Italia come nel resto del mondo: d’altronde, dopo decenni di duro lavoro, il sogno di ogni individuo è quello di poter beneficiare di una vecchiaia all’insegna del relax e del benessere psicofisico.
Agognata, riformata, discussa e polemizzata, la pensione è sempre più presente all’interno del dibattito pubblico italiano.
Soprattutto dopo la riforma Fornero, che sulle pensioni ha apportato una drastica inversione di marcia trasformando l’età minima per lasciare il lavoro e rivoluzionando la metodologia di calcolo.
Vediamo quindi come calcolare la pensione attenendoci alle nuove disposizioni introdotte dal passato Governo Monti.
La riforma introdotta dall’ex ministro del Welfare, Elsa Fornero, è stata voluta per diminuire l’eccessiva spesa pubblica sostenuta per tenere in piedi un sistema pensionistico sino ad allora un po’ troppo privilegiato, nonché per allineare il dato italiano sulle pensioni (15,3% del Pil) alla media dei paesi Ocse (9,3%).
Il calcolo della pensione futura, quindi, dovrà per forza di cose fare i conti con due principali cambiamenti: il primo, relativo all’innalzamento dell’età pensionabile; e il secondo, riguardante il passaggio dal vecchio regime retributivo all’attuale sistema contributivo.
Tolti i vari nodi burocratici che implicano il passaggio da un meccanismo all’altro, il sistema definitivo vuole che gli uomini possano andare in pensione a 66 anni compiuti, mentre le donne potranno farlo gradualmente fino al 2018, quando anche loro saranno uniformate agli uomini e non potranno andare in pensione prima dei 66 anni.
Chi decide di lasciare il lavoro prima dei termini previsti sarà messo dinanzi a delle penalizzazioni sul reddito pensionistico.
Ma anche il cambio del sistema di calcolo, dal retributivo al contributivo, è destinato a cambiare le carte in gioco: con le nuove regole, la pensione tenderà ad abbassarsi ulteriormente.
Facciamo un esempio concreto: un lavoratore dipendente di 65 anni, con un reddito lordo annuo pari a 24 mila euro, e munito dei suoi 40 anni di contribuzione, andrà ora in pensione con un reddito annuo di 17.700 euro (il 73,75% del reddito attuale). Nel caso in cui fosse andato in pensione con il sistema retributivo, il suo reddito pensionistico sarebbe stato di 19.200 euro annui.