La lunga strada verso il web 3.0

Correva l’anno 1989 e il ricercatore inglese Tim Berners-Lee osservava i suoi colleghi italiani al CERN. I ricercatori nostri connazionali avevano trovato un modo per inviare informazioni da un piano all’altro dell’istituto visualizzandole sullo schermo del computer.

Due anni dopo, il 6 agosto del 1991, Lee creò il primo sito web: esattamente quarantasei anni dopo la prima bomba atomica, il mondo cambiava di nuovo.

Inizialmente, il World Wide Web (la ragnatela mondiale) venne utilizzato solo all’interno del CERN, finché, il 30 aprile 1993, l’istituto rinunciò ai diritti d’autore e rese pubblica la tecnologia: il www era pronto a conquistare il mondo.

 

Il web statico…

 

E’ definito web statico il web dei primi anni: l’utente poteva fruire di un contenuto ma non poteva interagirvi. Non era quindi possibile commentare un articolo, partecipare alle discussioni nei forum, scrivere un post e nemmeno chattare.

Insomma, potevi guardare, potevi leggere, ma non potevi dare il tuo contributo.

 

…e il web 2.0.

 

Passano gli anni e Internet si diffonde a macchia d’olio, stravolgendo letteralmente i modi di comunicare. Leggere un articolo scritto da qualcuno che vive dall’altra parte del mondo non è così difficile.

Ma c’è di più: adesso, infatti, si può anche interagire con i contenuti. Nascono infatti blog, chat, forum, Youtube, Myspace, Facebook, Twitter, Linkedin, Google + ed altro. Il web diventa quindi la piazza virtuale in cui ognuno può dire la propria.

 

Arriva il web 3.0.

 

Agli inizi del 2006 il web designer Jeffrey Zeldman coniò per la prima volta il termine web 3.0, per indicare l’evoluzione della Rete. Cosa significa esattamente? Proviamo a spiegarci.

La prima “novità” prevista per il web 3.0 è l’integrazione con l’intelligenza artificiale. Colossi informatici come Google e IBM stanno studiando il modo per implementare nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale. L’idea di fondo è quella di creare un “database” in cui vengano archiviati gusti, sensazioni, emozioni legate alla navigazione in Internet: quali siti preferiamo? Cosa sentiamo quando navighiamo in determinate pagine? In sostanza, quello che Facebook sta già (in parte) facendo.

In futuro, e non si tratta nemmeno di un futuro troppo lontano, sarà possibile fare qualsiasi cosa tramite lo schermo di un pc. In fondo abbiamo già conquistato traguardi impensabili fino a qualche anno fa: vedersi in tempo reale e parlare con persone lontane chilometri, vedere video (anche in diretta) e poterli caricare, addirittura seguire lezioni universitarie tramite corsi e-learning.