Lazio, Pioli sacrificato ma i problemi sono altri

Lazio, Pioli sacrificato ma i problemi sono altri

E' amarissimo il derby per la Lazio. I biancocelesti infatti cedono per quattro reti ad una ai cugini della Roma ma il risultato, già di per se molto deludente, è in questo l'ultimo dei problemi in casa laziale. La sconfitta infatti è costato il posto a mister Pioli, che a giugno avrebbe comunque abbandonato la panchina degli aquilotti, che è stato sollevato dall'incarico con la squadra, mandata in ritiro a Norcia, affidata fino al termine del campionato all'allenatore della Primavera Simone Inzaghi, che avrà l'arduo compito di ricompattare lo spogliatoio per terminare al meglio la stagione. Per il prossimo anno, a meno di un clamoroso rush finale della squadra che potrebbe anche portare anche ad una conferma di Inzaghi, il nome che circola in maniera più insistente è quello di Mihajlovic, anche lui in odore di divorzio dal Milan a giugno, con i profili di Prandelli, Lippi e Mazzarri al momento che sembrano essere più indietro.

Ora sotto con Inzaghi e poi via alla rifondazione

Alla fine il primo a pagare per tutti è stato mister Pioli. L'ex tecnico di Parma e Bologna ha sicuramente le sue colpe, ma sicuramente al momento rappresenta il più classico agnello sacrificale con le responsabilità maggiori, oltre a quelle dei calciatori che hanno reso molto meno rispetto alle loro potenzialità, che vanno additate alla dirigenza. Doveva essere questa la stagione della svolta per la Lazio, con la Champions League da disputare e un campionato dove confermarsi sui livelli dello scorso anno. Invece ora si parla di rifondazione ma a Formello non sarà facile come fare dei piccoli lavori di ristrutturazione bagno Roma. La situazione al momento è questa. Dalla Champions , dopo l'eliminazione ad agosto nel playoff, si è passati all'Europa League dove, dopo una buona fase a gironi, c'è stata la disastrosa uscita contro lo Sparta Praga. Supercoppa Italiana persa contro la Juve, fuori in Coppa Italia, in campionato c'è una anonima posizione di metà classifica ma soprattutto un'Olimpico sempre più vuoto. Questa è la Lazio al momento. Le colpe del presidente Lotito sono sotto gli occhi di tutti. Nel mercato estivo la squadra andava rafforzata in difesa e puntellata a centrocampo e in attacco, invece nel reparto arretrato si è sbagliato tutto. Si aspettavano i soldi della Champions per prendere due difensori invece questa è stata una scelta miope che è costata molto caro alla Lazio. La frattura tra tifo e presidente è ormai insanabile, una situazione che non giova a nessuno. Lotito è sempre più solo ma, l'unica cosa certa, è che lui non cederà mai il timone a meno di offerte faraoniche che non si intravedono all'orizzonte.

Ora tocca a Simoni Inzaghi in una sfida cruciale contro il Palermo che a cambiato 8 allenatori e si trova invischiato nella lotta per la retrocessione.