i pellegrini arrivano ma gli alberghi rimangono vuoti

i pellegrini arrivano ma gli alberghi rimangono vuoti

Più che di uno strano caso qui ci troviamo di fronte ad un dato che deve far riflettere. Un paese come l'Italia, con in prima fila la capitale, che deve puntare sul turismo per rilanciarsi economicamente e dal punto di visto occupazionale, deve seriamente analizzare quello che sta succedendo a Roma in questi primi mesi del Giubileo. I tempi cambiano, come le esigenze, quindi bisogna cercare di captare quali siano i nuovi modus operandi dei visitatori per poi rimodulare l'offerta ricettiva. Tutta questa considerazione nasce da un dato ben preciso : mons. Fisichella ha dichiarato che, nei primi cento giorni del Giubileo, sono giunti a Roma tre milioni di pellegrini. Un numero considerevole che, se si va ad aggiungere al normale flusso turistico che la capitale ha, avrebbe dovuto creare come risultato il pienone in hotel e ristoranti. Invece i numeri delle associazioni di categorie sono molti diversi, con addirittura le presenze in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ripensare all'offerta turistica

Se da un lato è immaginabile una flessione degli arrivi dei normali turisti dopo quello che è successo a Parigi e Bruxelles, è un po' un andazzo comune a tutte le grandi capitali europee, questo decremento sarebbe dovuto esser abbondantemente colmato dai pellegrini, invece così non è stato. I motivi ? Ce ne sono diversi e tutti molti semplici. In primis c'è da sottolineare che l'arrivo di un pellegrino nella città eterna non vuol dire che esso pernotti o che vada al ristorante anzi, spesso sono gite di un giorno con pranzo a sacco solo per presenziare ad un dato appuntamento religioso. Chi si ferma più giorni invece in molti casi poi preferisce stare nelle tante strutture religiose e, trattandosi per lo più di persone anziane, magari tendono ad evitare di ingozzarsi nei ristoranti oppure a bere nei bar. I più giovani al contrario sono figli di internet, e scavalcano le tradizionali strutture ricettive in favore di quelle più low cost che la rete può procurarti. Tutto questo penalizza gli alberghi tradizionali dove abbondano le stanze vuote. Ma anche queste strutture devono mettersi al passo con i tempi. Per prima cosa capire che il turismo è cambiato. Non è un caso che molti degli hotel vicino alla stazione Termini siano diventati day use hotel, ovvero dove si possono affittare stanze anche nelle ore diurne. Ci sono nuove esigenze e gli albergatori le devono saper cogliere. Poi, tolti gli hotel a cinque stelle dove il mercato del lusso non muore mai, gli altri alberghi soffrono la concorrenza dei b&b e affittacamere, allora devono pensare di abbassare i loro prezzi soprattutto per intercettare le comitive dei giovani, che spesso tendono a rimanere più giorni. I dati sono negativi ma, oltre che lamentarsi, bisognerebbe anche ripensare su come è strutturata la propria attività.