Mi fa male un dente dottore!

Mi fa male un dente dottore!

"Mi fa male un dente". "Quale?" "Il secondo incisivo a destra della parte superiore della bocca".

Da questa conversazione, che potrebbe essere una conversazione simulata tra un dentista e un proprio paziente, avete capito qual è il dente che fa male al paziente? Probabilmente no, perché mancano alcune informazioni fondamentali, come ad esempio in "il secondo incisivo a destra" dipende da quale parte si inizia a contare, e poi la destra dipende se è quella del paziente o quella del dentista.

Insomma, far capire ad un'altra persona, magari per scritto, qual è il dente che presenta un problema, o che deve essere estratto, o anche semplicemente visitato, non è affatto facile in odontoiatria e il rischio che un medico sbagli ad estrarre un dente, estraendo quello sano e lasciando al suo posto quello malato, a causa di un errore di numerazione è una cosa piuttosto frequente.

È per questo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ormai da anni, sta cercando di proporre un sistema di numerazione unico che eviti errori medici anche banali, ma purtroppo il problema della numerazione dentale è più complesso di quanto si pensi.

Come vengono numerati i denti

Il sistema di numerazione denti più utilizzato qui da noi è quello stabilito da ISO, l'associazione internazionale per la standardizzazione. Che ha sede in America, ma gli americani questo sistema non lo utilizzano e prediligono l'Universal Numbering System, che funziona in modo diverso, e che poi universale non è. C'è anche un terzo metodo tra quelli più diffusi che è il sistema Palmer, usato in ambito militare.

Secondo il nostro sistema, che è quello ISO, adottato in Italia, i denti si numerano in questo modo.

Prima di tutto, con la bocca aperta del paziente (quindi destra e sinistra si vedono dal punto di vista del paziente, e non del dentista) davanti, questa si può dividere in due arcate (superiore e inferiori) e in quattro semiarcate (due metà superiori e due metà inferiori).

La numerazione che utilizziamo noi è a due cifre, dove la prima indica l'arcata e la seconda indica il dente.

Per quanto riguarda l'arcata, il numero indica l'arcata superiore destra, il numero la superiore sinistra, il numero l'inferiore sinistra, il numero l'inferiore destra.

Una volta stabilita l'arcata che si prende in considerazione, la numerazione è più facile, perché nell'uomo (a differenza degli animali) i denti sono perfettamente simmetrici, il che significa che dei 32 denti che abbiamo ce ne saranno 8 (32:4) per ogni semiarcata.

A questo punto, il numero 1 è sempre l'incisivo, il numero 8 l'ultimo molare o dente del giudizio. Quindi 1 e 2 sono incisivi, 3 canino, 4 e 5 premolari e 6, 7 e 8 i molari.

Con questo schema è piuttosto semplice capire di quale dente si sta parlando, con i numeri che vanno da 11 a 48.

Il dente 11 (quadrante 1 – dente 1) sarà il primo incisivo della semiarcata superiore destra. Il dente 48 (quadrante 4 – dente 8) sarà il dente del giudizio della semiarcata inferiore destra.

E così possiamo sbizzarrirci: il numero 38 sarà il dente del giudizio della semiarcata inferiore sinistra, il numero 23 sarà il canino della semiarcata superiore sinistra, il numero 35 sarà il secondo premolare (accanto al molare) della semiarcata inferiore sinistra, e via dicendo.

Questo sistema non è difficile, basta semplicemente fare un po' di pratica, e non è necessario essere odontoiatri per impararlo. Il problema, però, è che se un dentista italiano parla, ad esempio, con un dentista americano, potrebbero non trovarsi d'accordo su quale dente è l'oggetto della discussione. E questo, all'atto pratico, potrebbe essere un problema non da poco…