Hosting per CMS, guida utile

Hosting per CMS, guida utile

 

Di hosting per Content Management Systems non ce ne sono pochi, sicché capirci qualcosa può diventare complicato. Ecco un vademecum essenziale sulle dotazioni.

A volte, quando si è in cerca di un hosting per CMS (materia di cui HML.it s’intende) ci si lascia condizionare da fattori assolutamente fuorvianti. Infatti, anziché seguire il sentiero della compatibilità tra sistemi, delle dotazioni che possono tornarci utili, della praticità vera e propria che non ci farà sprecare tempo, ci si lascia “sedurre” e lusingare da prezzi allettanti e da pacchetti che promettono meraviglie ma che poi, alla resa dei conti, deludono puntualmente. Il primo consiglio, in questi casi, è fare mente locale, anzi redigere una lista di ciò che vi serve, setacciare fra le caratteristiche proposte e rintracciare quelle di cui senza alcun dubbio non potrete fare a meno. I provider provano a vendere pubblicizzando i propri prodotti nel migliore dei modi, ma se poi vi ritrovate alle prese con caricamenti lenti e cattivi funzionamenti vari, che cosa ci avrete guadagnato? Mettiamola così: ogni Content Management System ha delle esigenze (la qualità non deve scendere al di sotto di una certa soglia, determinati aspetti tecnici non vanno trascurati), perciò è il caso di considerarle preventivamente e puntare con consapevolezza al risultato più soddisfacente.

Gli ostacoli da conoscere

Può capitare di imbattersi in pacchetti hosting che risultano ottimizzati per diversi software. Di solito sono inclusi i più popolari, da WordPress a Joomla! fino a Drupal, nonché i prodotti elettronici prevalentemente concepiti per il commercio quali Prestashop oppure Magento. Tuttavia per una resa decente con tali CMS sarebbe opportuno eseguire un’ottimizzazione dei server. Non è raro, infatti, che ci si scontri con seccature aventi a che fare con la capienza delle banche dati. Lo spazio richiesto per la memoria di un sito o di un blog è d’abitudine piuttosto esteso, senza contare che raramente i setup predefiniti presenti nei provider riescono a supportare le configurazioni dei file PHP.ini che i suddetti sistemi recano con sé. Come se non bastasse, a un simile e abbastanza probabile inconveniente si aggiunge la vulnerabilità di queste combinazioni (amministrazione dei contenuti + ospite), soggette a virus e hackeraggio proprio in conseguenza della loro capillare diffusione (nel senso che un pirata del web conosce bene i loro punti deboli). Ricapitolando, un hosting non deve risultare interessante soltanto sul versante delle prestazioni, ma anche su quello ormai fondamentale della sicurezza.

La possibile soluzione per i contenuti

Insomma, diventa assolutamente necessario aggirare le sgradevoli sorprese. Ci sono offerte con listini dettagliati e descrizioni specifiche sulle prestazioni degli hosting in vendita, che, a scanso di equivoci, devono funzionare, oltre che con i marchi elencati più sopra, pure con phpBB, osCommerce, OpenCms, ZenCart… e altri! Vale a dire coprire l’intero spettro attuale, trattando quindi i loghi più noti senza scordarsi di includere ugualmente quelli più settoriali o tecnici, magari specializzati in transazioni commerciali. E dove si annida il punto nodale? Ve lo dicevamo implicitamente prima: nel server. È da lì che si possono ottenere le prestazioni desiderate, sia in termini di database sia in fatto di accessori, e con un occhio costantemente rivolto alla qualità. Detto in parole povere, se il software è libero di “esprimersi”, le sue capacità di attingere a ogni abilitazione che contiene saranno moltiplicate. E la stessa cosa si potrebbe dire per le diramazioni hardware (ci sono Content Management Systems che ne “bevono” parecchie!), sicché la forze in nuce sono tantissime.

Più sicurezza, più potenza

Come vi accennavamo in precedenza, quello dell’attaccabilità dei sistemi è davvero un grosso guaio. Tuttavia, non è poi così difficile da superare. L’idea portante in questo campo è soltanto quella di monitorare assiduamente i server interessati, uno per uno. Se il venditore garantisce (per davvero, però!) le alte prestazioni tecnologiche degli organi (ovviamente informatici) preposti a questo compito, ci si può rilassare abbastanza. Alcuni strumenti efficaci per la causa in questione potrebbero essere un doppio firewall, per esempio, oppure un Intrusion Detection System (altrimenti chiamato IDS), il cui compito è per l’appunto quello di fermare qualsiasi “malintenzionato” telematico prima che crei danni. Poi ci vuole un antivirus duttile, preparato su qualsiasi minaccia e aggiornato (MicroTrend è sufficientemente quotato e adatto all’obiettivo). Dopodiché, luce verde alla vostra inventiva!

La scelta dell’hosting ti preoccupa?