Vasco Brondi a Materadio: “Matera è un’isola felice come il mio Delta del Po”

Vasco Brondi a Materadio: “Matera è un’isola felice come il mio Delta del Po”
Vasco Brondi a Materadio: “Matera è un’isola felice come il mio Delta del Po”

in foto: Vasco Brondi, aka Le luci della centrale elettrica (foto di Ilaria Magliocchetti Lombi)

La Capitale Europea della Cultura 2019 si prepara ad ospitare la settima edizione di Materadio: dal 22 al 24 settembre avrà luogo la ormai consueta Festa di Radio3 tra i Sassi di Matera e in diversi luoghi della città. Una collaborazione, quella tra l’emittente radiofonica e la città di Matera, che arriva da lontano, sin dai tempi della candidatura della località lucana a capitale europea della cultura, che in questi anni ha visto trasformato il volto di una città del nostro Sud storicamente segnata dalla marginalità in un luogo che guarda al futuro ponendo al centro la cultura.

Non a caso, dunque, il tema di questa edizione di Materadio sarà “Radici e percorsi“, tema che vuole indicare un cammino che non si libera della tradizione ma allo stesso tempo non se ne lascia imprigionare.

E così per tre giorni, le voci e i suoni di Radio3, in coproduzione con la Fondazione Matera Basilicata 2019, riempiranno le sale e le piazze della città. Ma soprattutto, come è accaduto in passato, le riempiranno gli ascoltatori e gli ospiti delle trasmissioni, che quest’anno potranno apprezzare numerose produzioni originali, realizzate appositamente per Matera, mettendo in relazione artisti e realtà locali e nazionali. Teatro, letteratura, musica. E, naturalmente, tanta radio.

Per il teatro: lo spettacolo “Accabadora” dal libro di Michela Murgia con l’attrice Monica Piseddu e la regia di Veronica Cruciani, nonché la performance di Marco Baliani con “Ogni volta che si racconta” e la rappresentazione “Gramsci Antonio detto Nino” firmato da Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno, che ne è anche l’interprete.

Il filo rosso dei tre giorni sarà affidato alle parole dello scrittore Tiziano Scarpa, accompagnato da MaterElettrica, la Scuola di Musica Elettronica e Applicata del Conservatorio “E. R. Duni” di Matera: insieme racconteranno, in un percorso di otto interventi dal titolo “E tu, di che radice sei?” gli otto tipi di radice esistenti in natura e botanicamente classificati.

Fra gli appuntamenti musicali, oltre alle sempre molto apprezzate “Lezioni di Musica” condotte da Giovanni Bietti, gli imperdibili appuntamenti live di Elio insieme al Conservatorio di Matera, di Canio Loguercio, recente premio Tenco, che ha costituito un ensemble di musicisti provenienti da tutti gli Appennini denominandolo Collettivo Instabile di Musica Popolare d’Autore.

Appuntamento clou della serata di sabato, invece, sarà la prima volta a Materadio del cantautore Vasco Brondi/Le Luci della Centrale Elettrica che proporrà, accompagnato da violoncello e chitarra distorta, una serata di canzoni e letture dal titolo “Tra la via Emilia e la via Lattea”.

Proprio sul rapporto tra musica, letture e testo scritto, abbiamo sentito il cantautore e scrittore nato a Verona ma cresciuto a Ferrara, il cui ultimo disco, “Terra”, è uscito anche in forma di libro con all’interno “La grandiosa autostrada dei ripensamenti”, un diario di viaggio e di divagazioni dell’anno e mezzo di scrittura e degli ultimi tre mesi di registrazioni in studio. Un taccuino di pensieri ambientato tra l’Adriatica e un’isola vulcanica, tra studi di registrazione seminterrati e paesi disabitati in alta montagna, tra la Pianura Padana, il Nord Africa e l’America.

Nel programma di Materadio 2017 c’è scritto che “Tra la via Emilia e la via Lattea” sarà un concerto in cui alle canzoni è affidato il compito di “misurare la distanza tra le proprie origini e il proprio destino”. Cosa dovrà aspettarsi il pubblico che sarà in piazza San Giovanni sabato 23 settembre? 

Saremo in trio chitarra acustica, chitarra elettrica violoncello, una delle mie formazioni preferite. Può andare dal silenzio al fragore in un secondo, ci si capisce al volo e c’è anche molta possibilità di improvvisare e lasciare spazi strumentali per esempio per le letture che a Matera alternerò alle canzoni. Scritti che per me sono stati importanti, dalle poesie di Luzi a saggi di Hannah Arendt o Bjung-Hul, fino a canzoni di Battiato e pagine di Cortazar o Tondelli. Ho scelto canzoni che parlino soprattutto di spostamenti, di allontanamenti e avvicinamenti e della provincia italiana che non ha confini.

Matera Capitale Europea della Cultura 2019 ma anche, appunto, simbolo di una “sterminata provincia italiana”.  Una parte fondamentale della tradizione letteraria italiana è tradizione di provincia. Celati, a Vassalli, ma anche ai grandi narratori meridionali. Qual è la tua visione della provincia italiana da “voce narrante con chitarra acustica”?

Credo di essere stato molto fortunato a crescere in una città di provincia, a Ferrara. Credo sia molto importante crescere in un posto in cui ci si annoia moltissimo, la noia è molto sottovalutata e molto evitata invece da lì possono nascere grandi cose. Tra l’altro, crescere in un posto in cui non succede mai niente ti fa capire che se vuoi che succeda qualcosa quella cosa devi farla tu. Io ho iniziato a fare pace con la mia provincia attraverso la letteratura che è riuscita a rendere leggendari dei posti che mi sembravano anonimi. Penso a Celati e al suo viaggio “Verso la foce”, a Tondelli, ai CCCP che dicevano “Non a Berlino ma a Carpi, a Modena. La situazione è eccellente”.

Ci sono dei punti di contatto tra il Delta del Po e la città dei Sassi?

Credo di sì, credo che l’oblio e il disinteresse economico abbiano contribuito a lasciare questi posti ancora intatti. Adesso Matera è diventata un tesoro e sono sicuro che sarà rispettata anche se è giustamente sotto i riflettori. Anche la loro irraggiungibilità rende simili quelle zone del Delta e Matera, mi sembrano delle isole, dei posti inventati, sembra ci sia un diverso fuso orario. Sono tra i pochi posti in cui ho incontrato persone felici di vivere lì.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura? In che modo sei influenzato dalla letteratura e, soprattutto, il modo in cui scrivi canzoni o testi che non diventeranno mai canzoni?

Continuo a fare molta fatica a scrivere se non c’è la musica sotto. Preferisco sicuramente leggere nel mio modo maniacale e confuso andando sempre fino in fondo ad un argomento o a un autore per poi passare a tutt’altro. Della letteratura mi interessa soprattutto chi ha uno sguardo, una voce, un modo di raccontare le solite cose della vita e fartele scoprire per la prima volta.

Cosa stai leggendo ultimamente?

Soprattutto libri di poesie, oppure saggi, praticamente tutto quello che esce nella collana “Figure” di Nottetempo e da lì poi quello a cui rimandano. Mi piace leggere cose di cui non so niente, letteratura di altri continenti, saggi su altre religioni, vite di santi, di asceti o di yogi. I diari di Herzog e – non so perché – in generale i diari dei registi cinematografici. Sicuramente anche i libri di viaggio, Pasolini era il migliore anche in quelli penso a “L’odore dell’India” e a “La lunga striscia di sabbia”.

Vasco Brondi scrittore ha pubblicato diari, racconti, fumetti, ma perlopiù ama la forma divagante, poetica, fatta di appunti. C’è qualcosa della forma-romanzo che non ti convince o semplicemente ti piace un altro tipo di scrittura?

In effetti, oltre a non scriverne non sono neanche un grande lettore di romanzi a parte Bolaño e altre anomalie. Penso sia un genere difficilissimo, io ho una grande fame di scoprire cose e appena sento che un romanzo è puro intrattenimento lo abbandono. Io non voglio essere “intrattenuto” per questo sono molto restio anche rispetto alle serie televisive, ne ho viste un paio e una era “The Young Pope”, un capolavoro assoluto. A me piace molto la realtà e non riesco proprio a mettermi lì e a scrivere o leggere dei dialoghi tra personaggi che sono immaginari e altre cose inventate, mi sa che per ora non fa per me o forse ne ho solo letti troppi e in questo periodo sto cercando altro.

Fonte: Vasco Brondi a Materadio: “Matera è un’isola felice come il mio Delta del Po”